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Prostituirsi a Teramo

aprile 3, 2010

Ore 21 di un Giovedì qualsiasi a Teramo, di una sera qualsiasi, indecisi tra il cinema, il pub, un libro, un buon libro o comunque sempre le meravigliose due chiacchiere. Giro e rigiro con la macchina, Piazza Garibaldi, ponte San. Gabriele o viadotto Vezzola, Radio Lady ci offre un Baciami Ancora di Jovanotti e il mio sguardo si ferma di fronte alla piazzola di sosta di parcheggio di un noto, notissimo Show room di mobili. Due ragazze in abiti inequivocabilmente succinti fanno bella mostra del tutto compreso. Ho pensato ad una pubblicità originale per circa due secondi, nel frattempo ero arrivato oltre il semaforo dell’ospedale. Rigiro. Passo e ripasso. Mi fermo di fronte alla curiosità. Le macchine rallentano. Una ragazza la mora alta sale in un’automobile rossa. Scatta il cronometro. Nel frattempo ascolto nell’ordine: Che t’aggià di…Brivido Felino…Anche un uomo…Cohiba…Il negozio di antiquariato…Gli uomini non cambiano…esatto non cambiano perché mentre rientra dal suo tour la ragazza mora, circa 35 minuti dopo, la seconda, bionda e velina sale in una fiat Panda di due ragazzi. Scendo. Solita domanda. Risposta che varia tra i 50 e i 100 euro in casa. Poi ci sono degli extra che non vi racconto. Non vedo nessun uomo nascosto che possa sfruttare queste imprenditrici del sesso. Se volete una morale sul fatto che non è decoroso vedere due prostitute vicino al centro di Teramo, se volete un simile ragionamento avete sbagliato cantore. Se esiste un mercato è perchè ci sono i clienti. Non sarà un buon esempio, sarà un’immagine scadente del nostro globalizzato tessuto urbano, sicuramente l’Ass. al decoro segnalerà alle autorità un simile episodio, ma in questo momento a Teramo, la cultura e la società civile, la politica e la stampa “libera” sono tutti insieme sulla stessa strada.

Giancarlo Falconi

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  1. Leonardo permalink
    aprile 3, 2010 6:17 pm

    La stampa è l’unico mezzo che guida questa città….se la stampa smettesse di fare “il pappagallo”, ossia la smettesse di scrivere quello che gli viene detto,e iniziasse a fare vero giornalismo, forse la città sarebbe più libera…..

    Le tue inchieste sono una denuncia puntuale e veritiera di chi respira giorno in questa città ogni singola molecola di ossigeno!

    Grazie Giancarlo.

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